OSPEDALE DI TREVIGLIO - Giovedì 28 ottobre 2010 - Convegno di Oncologia
Data di pubblicazione:
11/09/2010
Sala Convegni - dalle ore 9.00 alle 18.30 - DALLA PRIMA LINEA ALLA STRATEGIA TERAPEUTICA
RAZIONALE
In questi ultimi anni abbiamo avuto a disposizione molti nuovi
farmaci, anche biologici, che si sono dimostrati molto attivi
nel trattamento della malattia metastatica. La diffusione delle
terapie mediche adiuvanti, che hanno portato molti più
pazienti alla guarigione, ci ha consegnato e ci consegna,
malati pretrattati che non sempre traggono giovamento dagli
stessi farmaci usati in precedenza.
Per questa ragione la scelta della prima linea metastatica
è ora più ricca di possibilità, ma anche
meno chiara e definita. Insomma più opportunità
significa più difficoltà.
Questo incontro vuole diventare un'occasione di confronto e
di discussione aperta con dei veri esperti dell'argomento
per poter affrontare domani con maggiore serenità e
chiarezza di idee i problemi che ci troviamo di fronte ogni
giorno nella pratica clinica.
Abbiamo anche inserito una sezione su COSA NON FARE
perchè ancora molte sono le non appropriatezze dovute a
desiderio o necessità clinica che hanno avuto fino a
pochissimo tempo fa una carenza di basi biologiche che oggi si
stanno chiarendo.
Il format vuole essere molto agile e schematico per dare dei
messaggi molto precisi, grazie alla riconosciuta qualità
dei relatori e lasciare ampio spazio alla discussione.
L'obiettivo è ancora molto pratico e l'incontro
si rivolge a tutti i colleghi oncologi la cui presenza
sarà la ricchezza vera del Convegno.
Nella certezza di poter realizzare insieme un utile incontro vi
invito caldamente a partecipare.
dr. Sandro Barni
OSPEDALE DI TREVIGLIO - Sabato 23 ottobre 2010-Corso di Aggiornamento per Personale Infermieristico
Data di pubblicazione:
10/09/2010
Sala Convegni - dalle ore 8 alle ore 16.30 - Corso di Formazione ed Aggiornamento per il Personale Infermieristico di Elettrofisiologia e di Elettrostimolazione
OSPEDALE DI TREVIGLIO - Sabato 30 ottobre 2010 - Convegno di Nefrologia-Dialisi
Data di pubblicazione:
09/09/2010
Sala Convegni - ore 9.00 - Nefropatia e malattia cardiovascolare. Il medico di assistenza primaria, il nefrologo e il cardiologo: tre attori per un unico scenario
Razionale del Convegno
I cardiologi, i nefrologi ed i medici di medicina primaria,
si trovano sempre più spesso a dover cogestire pazienti
affetti da scompenso cardiaco ed insufficienza renale. Spesso
queste due patologie coesistono ed amplificano gli aspetti
negativi delle singole malattie. Dallo studio di Lysaght del
2002, nel quale è stata fatta un'analisi dei dati
relativi ai pazienti con insufficienza renale allo stadio
terminale nel mondo, risulta che il 78% di essi sono ipertesi e
diabetici, patologie queste che sono il substrato per una
cardiopatia ed una nefropatia.
Dagli anni 80 ad oggi sono triplicati i ricoveri per
insufficienza cardiaca spesso complicati da insufficienza
renale. Infatti Mahon nel 2002 mostrava come al diminuire del
filtrato glomerulare aumentava il rischio di morte per malattia
cardiaca. Ponendo il rischio di morte per malattia
cardiovascolare della popolazione generale uguale ad 1, i
pazienti con insufficienza renale terminale hanno un rischio
pari a 100.
A seconda della progressione della malattia renale, si assiste
ad un aumento progressivo del rischio cardiovascolare:
già allo stadio iniziale tale rischio è aumentato
da 3 a 5 volte, allo stadio terminale da 20 a 200 volte; torna
a livelli di 5 volte dopo un trapianto renale.
Dal 1800 ad oggi la mortalità per malattie infettive
è drasticamente crollata e la vita media è
passata da 50 a 75 anni. E' però cambiato il
fenotipo della popolazione (più obesi, per esempio) e
sono cambiati anche i fattori di rischio.
L'obesità (grasso viscerale), il fumo,
l'età avanzata, l'ipertensione arteriosa, la
dislipidemia, l'iperglicemia a digiuno sono i classici
fattori di rischio codificati dagli studi Framingham. La
presenza di più di questi fattori espone il paziente ad
una prognosi negativa sia per la malattia cardiovascolare che
per la malattia renale.
Oggi sono stati aggiunti dei nuovi fattori: l'anemia,
l'iperparatiroidismo, l'ipovitaminosi D,
l'infiammazione, l'ADMA, il sovraccarico di volume, la
microalbuminuria, l'iperomocisteinemia,
l'iperattività simpatica, e le alterazioni del
sistema renina-angiotensina-aldosterone.
Tutti questi argomenti si traducono, nella pratica clinica
quotidiana, in una necessità di approccio
multidisciplinare. Il cardiologo non può ignorare
l'interdipendenza di un peggioramento clinico di un
paziente cardiopatico con la sua eventuale patologia renale che
può peggiorare la prognosi e che, impone provvedimenti
terapeutici e diagnostici da concordare con il nefrologo. Uno
stato di scompenso cardiaco vede spessissimo un peggioramento
funzionale renale. Di contro il nefrologo, deve tener sempre
presente che, già di per sé, la malattia renale
cronica è complicata da un elevata mortalità
cardiovascolare e che deve attuare tutte le misure terapeutiche
diagnostiche per la prevenzione e la cura della malattia
cardiovascolare.
Il medico di assistenza primaria è il punto
d'incontro di questi aspetti. Egli è il depositario
di tutte le informazioni cliniche del paziente e la persona che
propone al cardiologo ed al nefrologo l'inquadramento del
paziente. Continuerà poi il monitoraggio con azioni
concordate con i due specialisti ospedalieri. Seguirà il
decorso delle patologie ed interverrà nella gestione
delle complicanze.
Il convegno focalizzerà quindi l'azione coordinata
di queste tre figure mediche, cercando di stabilire delle
modalità ed un percorso clinico terapeutico comune.
dr. Emilio G. Galli
Ospedale di San Giovanni Bianco-martedì 16 novembre 2010 - Incontro scientifico di Chirurgia
Data di pubblicazione:
08/09/2010
Sala Biblioteca ospedale di SGB - dalle ore 20.45 alle 22 - IL PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO DEL PAZIENTE AFFETTO DA CARCINOMA COLORETTALE: dallo screening al follow-up
BERGAMO - Centro Congressi Giovanni XXIII - venerdì 8 e sabato 9 ottobre 2010
Data di pubblicazione:
06/09/2010
ENDOTASK: Terzo Simposio sulla Terapia Endovascolare
PRESENTAZIONE - OBIETTIVI DEL CONVEGNO
In questi ultimi anni le procedure endovascolari hanno
guadagnato un posto di rilievo nel trattamento della patologia
aterosclerotica coronarica, superando di gran lunga le
rivascolarizzazioni chirurgiche e migliorando notevolmente la
qualità della vita dei pazienti.
L'esperienza e le tecnologie acquisite in campo
cardiologico si confrontano oggi con quelle di altri
specialisti (il Radiologo interventista, il Neuroradiologo, il
Chirurgo vascolare, il Neurologo vascolare e l'Angiologo)
nel trattamento mini invasivo di altri distretti vascolari con
ottimi risultati, spaziando dalla patologia cerebrovascolare
alla patologia renale aorto-iliaco femorale sino a quelle dei
distretti arteriosi delle gambe e del piede.
Quest'anno abbiamo voluto ampliare il dibattito su tali
tematiche, proponendo il workshop dell'8 ottobre che
metterà a confronto gli specialisti dei vari settori sui
temi più controversi: in questa prima giornata è
prevista anche una sessione nursing, figura essenziale nel team
endovascolare moderno. Il simposio del 9 ottobre sarà
invece rivolto a tutta la comunità medica ed
infermieristica per evidenziare lo stato dell'arte delle
procedure interventistiche in campo cardio-cerebro-vascolare in
relazione agli sviluppi della chirurgia convenzionale e della
terapia medica. La presentazione di casi live ed on-line
farà da stimolo alla discussione tra gli esperti ed il
pubblico, con l'obiettivo di favorire un approccio
multidisciplinare alla diagnosi e alle indicazioni terapeutiche
e, soprattutto, con l'intento di dimostrare che la terapia
endovascolare, pur rappresentando il futuro, è
già radicata nel presente.
Il format del workshop prevede la presentazione e discussione
di casi clinici on-line che, pertanto, devono pervenire alla
segreteria organizzativa entro e non oltre il 15 settembre
2010. Ulteriori informazioni sulle modalità di
presentazione saranno disponibili on-line sul sito della
segreteria organizzativa.
A. Pitì, M. Tespili
OSPEDALE DI TREVIGLIO - Sabato 9 ottobre 2010 - Convegno sui disturbi del comportamento alimentare
Data di pubblicazione:
05/09/2010
Sala Convegni - ore 8.45 - Attraverso lo Specchio: i disturbi alimentari nell'età evolutiva
Razionale del Convegno
Il convegno di sabato 9 ottobre 2010 si occuperà delle
problematiche di disagio alimentare dei giovani.
Fornirà un quadro della situazione sul nostro
territorio, frutto di un'apposita ricerca ideata e
realizzata mediante la somministrazione - ad un campione
significativo di studenti delle prime classi delle scuole
superiori - di un questionario mirato al rilievo di dati
epidemiologici sui disturbi alimentari.
La presentazione di questa "fotografia" del
territorio vuole fornire un contributo al miglioramento
dell'approccio a queste problematiche e vuole stimolare il
coinvolgimento delle strutture locali all'attivazione di
iniziative mirate ai soggetti in età avolutiva che
presentano disturbi dell'alimentazione. Questa popolazione
necessita di adeguate ed attente cure frutto di una
collaborazione multidisciplinare di pediatria, neuropsichiatria
infantile, psicologia, psichiatria, dietologia, collaborazione
che quindi interessa sia l'ospedale, sia il territorio.
SAN PELLEGRINO TERME (BG) - Sala Casinò - Giovedì 16 settembre 2010
Data di pubblicazione:
31/08/2010
Convegno - NASCERE IN UN PICCOLO OSPEDALE: E' POSSIBILE RIDURRE I RISCHI E AUMENTARE I BENEFICI?
In Italia ed anche in Lombardia, seppur in misura contenuta, esistono punti nascita con limitato numero di parti. Questa ridotta attività risponde ad esigenze contingenti locali, ma spesso questi punti nascita non dispongono dei servizi offerti dai centri più grossi. Pertanto le donne gravide che partoriscono nei piccoli ospedali hanno oggettivamente un'assistenza più limitata. E' vero che in condizioni di fisiologia (parto a termine, gravida e feto sani) non è necessaria la disponibilità di una macchina assistenziale complessa. Purtroppo in casi rari anche le migliori condizioni ostetriche possono trasformarsi in tragedia. E' quindi necessario che, nel caso in cui un punto nascita venisse mantenuto aperto nonostante un'attività ridotta, vengano comunque garantiti gli standard di sicurezza elevati.
dr. Claudio Crescini
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